L’8 maggio 1933 Gandhi inizia un digiuno di 21 giorni per protestare contro l’oppressione britannica

Visivamente il Mahatma Gandhi è due cose: il suo abito e gli occhiali. Per entrambi, potremmo dire che vale il concetto di forma e funzione. Sul primo, Gandhi raccomandava a ogni indiano di tessere almeno un’ora al giorno: era un modo per contrastare la disoccupazione dei mesi invernali, per boicottare le stoffe inglesi e per render partecipi anche le donne del movimento indipendentista. L’arcolaio di Gandhi, il charka, avrà infatti il suo posto al centro della prima bandiera indiana.

Se chiudiamo gli occhi e li riapriamo pensando a lui, probabilmente vedremo prima gli occhiali e poi i tratti del suo viso. Quest’oggetto è stato il collante non solo dell’impegno civile, ma soprattutto dei pezzi interni della società indiana: Gandhi, infatti, non ha mai nascosto il suo scetticismo verso la disparità di diritti di cui godevano  – o ne erano vittime –  le caste indù.

Il nostro occhiale rappresenta proprio questo: un’aderenza lunga anni di disobbedienza civile.

Onomastico:
San Vittore