Imaginarea Daily

L’8 dicembre si festeggia l’Immacolata Concezione 

Quella di oggi è una Festa abbastanza ‘recente’ se si pensa alla storia millenaria della Chiesa: venne istituita da Pio IX solo nel 1854 e sancì, una volta per tutte, che la madre di Gesù era stata concepita senza peccato.

Qualunque sia la religione, questa data avvia un po’ per tutti il metronomo sul tempo dell’attesa, come quello di una mamma che porta in grembo il suo bambino (in fondo, la giovane Maria è soprattutto questo). Oggi, qualcuno di noi disferà gli scatoloni, altri metteranno su il vinile con “White Christmas” e altri ancora cercheranno l’armonia tra le pecore e i pastori. Sta di fatto che, da qui al 25 dicembre, vale il celebre aforisma di Gotthold Ephraim Lessing secondo cui l’attesa del piacere è essa stessa il piacere. Non è proprio così?

Il nostro augurio è di aprire queste giornate soffermandoci un po’ di più a gustare quel momento magico della prima colazione, facendoci accompagnare dai profumi inconfondibili del caffè, del tè o del caffellatte… solo così lo spirito natalizio non potrà raffreddarsi!

Onomastico: Sant’Eutichiano

Auguri di Natale Inarea

Il 7 dicembre si ricorda Sant’Ambrogio 

Sant’Ambrogio, il patrono di Milano, è raffigurato indifferentemente con un flagello o con un favo di miele in mano: come dire, impeto e dolcezza per questo vescovo eletto sindaco a furor di popolo (era infatti laico e neanche battezzato). Sindaco sì, perché ha governato la città per ventitré anni.

Frusta e api, a pensarci bene, sono simboli adatti a rappresentare lo spirito dei milanesi: sempre in pena rispetto a un ideale di perfezione e al tempo stesso laboriosi come i nobili insetti…

Non a caso, è la città italiana che, più di ogni altra, ha saputo ridisegnarsi continuamente e forse anche per questo è celebrata in tutto il mondo come la capitale del design. Ecco perché il nostro omaggio a “Sant Ambroeus” è la celebre sagoma del duomo, ricostruita con delle semplici matite.

Onomastico: Sant’Ambrogio

Calendarea 2005, Inarea square 

Il 6 dicembre si ricorda San Nicola di Bari 

Quando si parla di strenne e di renne, dovremmo ricordarci dell’avo medievale di Babbo Natale; San Nicola, infatti, si colloca da tutt’altra parte rispetto al suo affabile epigono. Nacque intorno al 270 d.C. nell’odierna Turchia e fu perseguitato da Diocleziano (rompendosi il naso). Tra molte avventure poco chiare, sappiamo nell’ordine che: regalò una dote a tre fanciulle povere, salvandole dalla prostituzione; riportò in vita tre ragazzi fatti a pezzi e messi in salamoia da un albergatore. L’audacia lo precede: durante il concilio di Nicea sembra che sputò in faccia a un teologo (divergenze di opinioni).

Questi episodi lo hanno trasformato nel protettore dei bambini, a cui è solito portare doni nella notte tra ieri e oggi… Considerando che l’età media in cui questi smettono di credere a Babbo Natale si abbassa sempre di più, San Nicola avrebbe tutte le carte per diventare l’eroe moderno di quelli un po’ più grandi. Quanto a noi, quando in questi giorni sentiremo dire che “Santa Claus Is Comin’ to Town”, ricordiamoci che quello originale dovrebbe essere atterrato già ieri sera e che ha veramente poco a che fare con il nonno rosso che guida la slitta e beve Coca Cola (il nome “Sankt Nikolaus” dovrebbe dirci qualcosa…).

La comunicazione e la lingua cancellano e ridisegnano storie e persone. Ma attenzione: date le premesse biografiche, il nostro eroe medievale potrebbe rimanerci davvero male…

Onomastico: San Nicola di Bari 

Calendarea 2008, ZOO8

Il 5 dicembre del 1901 nasce Walt Disney

Ci piace pensare che non sia stato un caso che il piccolo Walt Disney sia nato venti giorni prima della notte di Natale. Con Babbo Natale, era forse già pronto a dividersi i compiti (così come il copyright di tanti doni). Ma in questa storia, c’è anche un filo doppio, perché il piccolo Walt bambino poteva esserlo davvero solo a Natale: suo padre distribuiva i quotidiani di Kansas City porta a porta, costringendo i figli allo stesso tour de force. Com’è noto, la mattina di Natale anche i giornali sono a riposo.

Di Walt Disney ricordiamo un mix di genialità, creatività, oltre a una grande dote di trascinatore, factotum e organizzatore. All’apice del successo, ricorderà spesso che doveva molto della sua attitudine (e anche delle sue manie) a quella disciplina così severa della prima mattina. Ci immaginiamo dunque il piccolo Walt proprio così, con il giornale in mano pronto alla consegna e la consegna assegnata a se stesso: se vorrà farsi grande, dovrà sempre tener duro e non gettare mai la spugna!

Onomastico: San Saba

Calendarea 2016, Renaissance

4 dicembre: inizia la caccia ai panettoni 

Oltre ad essere il re di Milano, panettone è una di quelle pochissime parole italiane che non conosce traduzione. Sappiamo che nell’Ottocento il dolce ha assunto la forma che oggi ci è familiare; ed è proprio su questo secolo che vogliamo planare. Teresa Borri, moglie di Alessandro Manzoni, scriveva nelle lettere al figlio che la giornata era iniziata come si conviene quando aveva dormito e “panatonato” bene. Ora, ogni parola ha un suo suono e questa evoca un gattonare lento, un poltrire domenicale, quando possiamo lasciare da parte tutte le cose da smistare…

Teresa Borri non sarà stata l’unica, nel suo tempo, ad usare questo verbo; eppure si è arrestato, è come scomparso. Possiamo però ancora recuperarne la fragranza: ad esempio, instillando questo incedere lento nello shopping frenetico di queste ore…

Onomastico: Santa Barbara

Calendarea 2019, Shocking bags

Il 3 dicembre 1895 nasce Anna Freud madre della psicanalisi infantile

Se dovessimo raffigurarci la vita dei figli d’arte con un’immagine, questa sarebbe una stella cometa, dove la coda – gli eredi – deciderebbero di staccarsi volentieri dalla chioma, lasciandola risplendere di luce propria. Ma nel momento in cui si trova la propria strada, anche la Via Lattea può risultare, paradossalmente, una galassia spianata.

È il caso di Anna Freud: ultima di sei figli, quando nacque la madre si rifiutò di allattarla e il padre aveva già pronto il nome per il maschio. Invece, Anna diventerà la sua preferita e, soprattutto, sarà l’unica che continuerà il discorso paterno, approfondendo quel dettaglio che Freud aveva – in un certo senso – trascurato: l’Io, strettissimo com’era tra Es e Super-io. La ricerca dei meccanismi di difesa dell’Io, per Anna, inizia con l’osservazione dei bambini; a questa attività dedica ore e ore nell’asilo di Londra da lei fondato nel 1941, per salvare i piccoli dalle bombe. Per questo approccio ‘morbido’ (ispirato anche dai metodi dell’italiana Maria Montessori), Anna Freud sarà spesso in contrasto con la collega Melanie Klein: quest’ultima era convinta della necessità della psicanalisi anche per i bambini di tre anni. Anna era di tutt’altro avviso: vietato toccarli, anche solo con le idee.

Per lei, evidentemente, già dai primi mesi, fin dal box, era importante riempire la vita di dolcezza.

Onomastico: San Francesco Saverio

Calendarea 2016, Renaissance

Il 2 dicembre 1923 nasce Maria Callas

Uno dei gesti assolutamente proibiti nella lotta greco-romana è stringere l’avversario al collo: viene chiamata la mossa della “cravatta”. E la nostra protagonista di oggi, se potesse parlare, ce ne racconterebbe forse parecchi di colpi bassi, inferti e incassati: la presunta connivenza con gli ufficiali tedeschi durante l’occupazione della Grecia, quegli incontri sentimentali (necessari quanto sbagliati), prima con l’impresario Giovanni Battista Meneghini, poi con Aristotele Onassis). E, non ultimo, Pier Paolo Pasolini che in “Medea” le taglia a sua insaputa la voce parlata, dando alle sale un film doppiato e muto.

A un certo punto, anche il nastro delle sue corde vocali subisce uno strappo da cui, purtroppo, non si riprenderanno mai. Quello che però è riuscito a compiere questo “soprano drammatico di coloratura” negli anni d’oro (dal ’52 al ’57), è un qualcosa che ancora attende un erede. La Callas aveva una voce corposa e scura, capace di balzi inarrivabili: non lo diciamo noi, o la critica, ma l’orecchio del pubblico che ancora oggi riempie con commenti in tutte le lingue i video delle sue esibizioni su YouTube.

Maria Callas si spense nel 1977 da sola, a Parigi; le sue ceneri furono disperse nell’Egeo. Questo fiore, non sarà certo la “sacra pianta” che cantava nella “Norma”, ma sicuramente è la forma più originale in cui può sciogliersi la cravatta di tanti colpi bassi.

Onomastico: Santa Bibiana 

Calendarea 2021, Me Tool 

Il 1 dicembre 1885 nasce la lampada “Tiffany”

Eccoci oggi con un’indiscussa protagonista di salotti di velluto sin dal 1885: la lampada “Tiffany”. La sua invenzione, si deve a Luis Confort Tiffany (1848-1933) pittore, designer e decoratore, figlio di Charles Tiffany; eh sì, proprio quello di gioielli e colazioni.

Il New York Times ci dice che nel 1913 Luis organizzò una festa in costume egiziano nella sua casa di Manhattan. Ma non immaginiamoci mondanità; lui preferiva starsene all’ombra. Sembrerebbe il colmo per un produttore di lampade, in realtà erano i suoi oggetti domestici a fare tutte le pr del caso. Era timido Luis, al punto che chiese all’amico Gustav Mahler di assistere alle prove della New York Philharmonic di nascosto, così da esser libero di non rivolgere la parola a nessuno. Ora, immaginiamoci questo ragazzo che, a 17 anni, viene spedito in Europa in tirocinio formativo; Parigi era quella del tempo degli Impressionisti. Ma anche qui, Luis amava starsene nella regia e ragionò sul rapporto che lega un colorista a un pittore: “I coloristi sono uomini a parte”, scrisse una volta, “ma vengono denigrati da artisti e critici che vedono la natura nei contorni, invece che nei colori”.

Così, Tiffany partì alla ricerca del colore prima in Africa e poi ancora molto lontano dall’Europa. Con le lampade in vetro, entrerà a gamba tesa (e finalmente senza timidezza) nel mondo dell’Art Nouveau che, grazie a lui, diventerà un fenomeno anche americano. Quanto agli europei, forse Luis li avrebbe salutati finalmente con questo detto: “Strangers have the best candy”.

Onomastico: Sant’Eligio

Calendarea 2010, Thirty Light Years 

Il 30 novembre 1753 Benjamin Franklin riceve la Copley Medal “per i suoi curiosi esperimenti e osservazioni sull’elettricità”

Nel 1753 non esisteva il Premio Nobel e la Medaglia Copley era uno dei più prestigiosi riconoscimenti che un gentleman poteva guadagnarsi. A quel tempo, gli inglesi consideravano chiunque fosse nato oltre l’Atlantico di un gradino più basso. Ecco perché il fatto di assegnare un premio di questo tipo a un cittadino americano, non era una cosa da poco: costui, era proprio Benjamin Franklin (basti solo pensare che è il volto sulle banconote da cento dollari, anche se non è mai stato presidente).

A 42 anni, aveva accumulato contatti e ricchezze tali da scegliere di dedicarsi solo agli “Studi e divertimenti filosofici”: esattamente ciò che fa un gentleman. E così, tra il serio e il faceto, in un giorno di pioggia lanciò in aria un aquilone di seta collegato a una punta metallica. Accertato che i fulmini non nascevano dall’ira di Zeus, si cominciò a pensare a come ‘incanalare’ quell’energia: ecco come nascono i nostri parafulmini.

Non tutti sono unanimi nel ritenere che Franklin abbia compiuto davvero l’esperimento; c’è chi pensa che si sia trattato di una bolla di sapone. Ma preferiamo non abbandonare del tutto il fascino mitologico: si dice che Benjamin fosse multitasking anche nelle questioni amorose. Per questo, se per mano di Cupido un colpo di fulmine ci sarà stato, non c’è dubbio che la scienza abbia avuto la meglio tra tutti i flirt del buon vecchio Franklin.

Onomastico: Sant’Andrea Apostolo

Calendario Electrabel (società elettrica belga), 2006

Il 29 novembre 1966 i Beatles iniziano a registrare “Strawberry Fields Forever”

Chissà perché c’è sempre una nostalgia che avanza e, timidissima, arrossisce quando parliamo di fragole: da Bergman a John Lennon, questo frutto è sempre la porta su un’infanzia che ci manca. Per il cantautore di Liverpool, in particolare, “Strawberry Field” era il giardino dell’orfanotrofio di Liverpool dove andava a giocare: un luogo in cui “niente è reale” e ci si poteva permettere il lusso di vivere a occhi chiusi, fraintendendo tutta la rumorosa realtà là fuori.

Questo pezzo arriva in un momento particolare per i Beatles: affioravano i primi personalismi, c’era qualche problema di immagine e un silenzio creativo di molte settimane; nelle intenzioni di Lennon-McCartney, inoltre, il brano doveva tenersi lontano da live e palchi. Arriviamo in quei giorni di novembre del 1966, quando i musicisti si chiudono in studio a registrare: molti sono i take e il gruppo sembra indeciso sul tono di fondo, oscillando tra il pop, lo psichedelico e l’orchestrale. Inizia un vero e proprio taglia e cuci (non c’era infatti il digitale); alla fine, John Lennon trova il sentiero per i campi di fragole che cercava.

In un mondo in cui ogni link (fisico o digitale), è una finestra aperta verso possibilità infinite, è confortante pensare che qualcuno abbia scelto per noi una sola e giustissima emozione. Chiudendo la cerniera su tante altre e su un presente che, spesso, è solo un indefinito rumore.

Onomastico: San Saturnino

Calendarea 1998, Zip Code