Imaginarea Daily

Il 15 aprile 1452 nasce Leonardo da Vinci

Aveva trent’anni, era già Leonardo e viveva al centro del mondo. Allora perché lasciare Firenze per la più periferica Milano?

Nel 1482 scrive una lettera a Ludovico il Moro dove si presenta come ingegnere militare (era la stessa persona che aveva già dipinto “L’Annunciazione” degli Uffizi. Il suo portfolio? Ponti “facili da montare e smontare” e bombarde ingegnosissime. In tempo di pace, avrebbe potuto lavorare anche come pittore e architetto, scrive in calce (chi l’avrebbe mai detto che il “Cenacolo” era frutto del talento hobbistico?).

Insomma, Leonardo va a Milano perché era parecchio affascinato dall’arte della guerra, custodita quasi come un segreto massonico dai signori del tempo. Lui stesso non pensò mai di pubblicare alcuna sua invenzione e, quando lo farà, sarà per altri usi.

Apprendiamo dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci che il carro armato che disegna per Ludovico il Moro era destinato solo alle delizie del teatro di corte.

Ed eccoci a costruire la scenografia del genio, con tutti i metri e gli strumenti da palcoscenico.

Onomastici: San Crescente

Calendarea 1997, Time measure

 

 

Il 14 aprile 1928 a Milano decolla il dirigibile Italia diretto al Polo Nord

Questa storia inizia qualche anno prima con il Norge, spedizione italiana, americana e norvegese guidata, tra gli altri, dall’ingegnere Umberto Nobile. A causa delle tempeste, ci si dovette accontentare di lanciare le tre bandiere dai finestrini. Il regime fascista fiutò l’affare e spronò un replay tutto italiano dell’impresa; con l’auspicio che, questa volta, il tricolore sarebbe stato ben piazzato tra i ghiacci polari.

Il dirigibile Italia partì da Milano nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1928, ma non sarà una storia a lieto fine.

Umberto Nobile sarà tra i pochi sopravvissuti e, al ritorno in patria, lo attenderà solo l’isolamento generalizzato. Tornerà dopo la fine della guerra e, tra il ’46 e il ’48, farà parte dell’Assemblea Costituente. È grazie a un suo emendamento che nell’Articolo 9 è scritto che l’Italia promuove la ricerca scientifica e tecnica.

Questa storia ci insegna che, come Icaro, ad avvicinarsi troppo al sole senza i giusti mezzi si rimane sempre scottati. Il nostro dirigibile è sicuramente più giocoso e, tra il dolce e il piccante, si esercita all’atterraggio sulla tavola.

Onomastici: Santi Tiburzio, Valeriano e Massimo martiri

Calendarea 2015, Food Year

 

 

Il 13 aprile 1974 viene lanciato il cubo di Rubik

Se parliamo di design, l’Ungheria non è certo il primo Paese che ci viene in mente. Ma non dimentichiamo che è la stessa nazione che ha dato i natali a uno dei fondatori del Bauhaus sin dagli anni di Weimar: László Moholy-Nagy.

Questa circumnavigazione dell’Europa continentale ci serve a dare la giusta cornice a Ernő Rubik: architetto e insegnante di design all’Accademia di Belle Arti di Budapest, che arriva al cubo mentre cercava una giuntura per mobili.

Ora tutto comincia a tornare. Non è un caso che si tratta di un gioco matematico, ma con un perfetto formato pocket. E, ancora, per i suoi 43 miliardi (di miliardi) di combinazioni, si serve di quasi tutti i colori primari, quelli netti ed efficaci per la mente, così come per la retina.

Se affiniamo ancora un po’ la vista, capiamo che il cubo ha condiviso, del resto, la stessa sorte di molti oggetti di design: parecchio imitato, ma anche immutato.

Una cosa, però, è cambiata ed è il fattore tempo. Rubik impiegò quasi un mese a risolvere la sua piccola creatura enigmatica, oggi invece bastano 5 secondi e mezzo: più o meno lo stesso tempo necessario a un visagiste per stendere l’ombretto.

Onomastico: San Martino I

Calendarea 2018, Light Make Up

 

 

Il 12 aprile 1857 viene pubblicato “Madame Bovary”

Gustave Flaubert viene processato subito dopo l’uscita di “Madame Bovary”: c’erano troppi “ritratti lascivi” per la morale del tempo.

Non aveva tutti i torti, però, il pubblico ministero. Guardiamo ad esempio la sensualità traboccante del banchetto di nozze: lo scrittore plana su una tavola ingombra di cosciotti, sanguinacci e vassoi di crema gialla tremolante. Il climax arriva con la torta nuziale, un tempio diabetico di portici, statue e “laghetti” di marmellata. In cima, solo, un amorino si dondola su un’altalena di cioccolata e boccioli di rosa.

L’eloquio di Flaubert già da queste righe traccia il destino di un matrimonio segnato.

La storia di Emma Bovary ci insegna che lo scarto tra aspettative e realtà può essere non solo crudele, ma fatale. Per cui, il nostro ricordo delle nozze non tradisce il realismo del suo autore, ma viene in soccorso alla giovane con il tocco delicato di cui, forse, avrebbe potuto avere estremo bisogno: le abbiamo così regalato un risveglio certo non all’acqua di rose, ma anche meno amaro, per il suo caffè mattutino.

Onomastico: San Zeno

Calendarea 2021, Me Tool

 

 

L’11 aprile del 1954 è stato il giorno più noioso della storia

Il colmo per un giornalista è quel giorno in cui, a far notizia, sono solo le foglie morte che cadono dagli alberi. Doveva saperlo bene Spike, il fratello maggiore di Snoopy, che viveva tutto solo nel deserto californiano: per non impazzire di noia, parlava con un cactus.

Che quell’11 aprile sia stato il giorno più piatto del secolo breve lo sostiene William Tunstall-Pedoe dell’Università di Cambridge. Il suo software “True Knowledge” ha esaminato i titoli di giornale dal 1900 in poi, e in quel giorno non ha trovato nessun evento, nascita o morte di rilievo.

Walter Benjamin sosteneva che l’unico modo che abbiamo per capire la storia è analizzarla contropelo. Cosa vuol dire? Che gli archivi sono interessanti non per ciò che contengono, ma per quello che ancora non-conservano o che hanno perso.

Siamo convinti che l’11 aprile del ‘54 sia stato sì un vuoto a perdere, ma conservato proprio per questo dentro la storia.

Onomastico: Santa Gemma Galgani

Calendarea 2002, Packing case of the year

 

 

Il 10 aprile 1849 Walter Hunt inventa la spilla di sicurezza

Cosa lega Donald Trump alla Regina Elisabetta? A parte la chioma cotonata, forse, poco altro. Eppure si tratta proprio di una spilla da balia.

Per un periodo brevissimo, quest’oggetto è entrato a far parte dei monili di sua maestà, almeno per come li intendevano i Sex Pistols. Nella prima cover di “God Save the Queen”, diventa un bijoux che pende dal naso di Elisabetta II. Poi è intervenuta la censura, e la storia ha dato alle stampe una versione dell’album leggermente edulcorata.

A giugno 2016, sempre in UK, la protesta contro i primi vagiti della Brexit sceglie di essere rappresentata proprio da una spilla da balia: era un modo per far sentire “al sicuro” tutte le categorie sociali minacciate dalla legge.

L’immagine attraversa l’Atlantico e, nell’autunno dello stesso anno, ritroviamo migliaia di safety pins postate sui social network come protesta per l’elezione di Donald Trump.

Nella scala delle invenzioni umane il brevetto della spilla da balia può sembrarci forse millimetrico. Ma questa storia ci ricorda che tutto dipende sempre dai criteri di misura.

Onomastico: San Beda

Calendarea 2016, Renaissance

 

 

Il 9 aprile 1794 nasce Theobald Boehm l’inventore del flauto traverso

Il flauto traverso è un capolavoro di piccola ingegneria. E il suo inventore, Theobald Boehm, di ingranaggi doveva capirne qualcosa, perché prima di diventare un virtuoso della musica era un onorato orefice. Niente di più semplice, per capire il suo funzionamento, che accostarlo a una condotta idraulica; sostituire l’acqua all’aria e il gioco è fatto.

Sembra facile, eppure qui un pistone e una chiave hanno la stessa responsabilità che in una turbina a vapore. E poi l’aria non è mica tanto più mansueta dell’acqua: deve esser scolpita giorno per giorno, pena un suono che è un’eco dall’oltretomba.

Lo scalpello? Un’infinità di arie, note lunghe e alte; per non parlare dei trilli, pura psichedelia prestata all’orchestra. Lo avevano capito bene, alla fine dei ’60, i Jethro Tull che hanno celebrato l’unione fortunata tra il flauto traverso e il progressive rock.

Dedicate 3 minuti del vostro tempo in ascolto della loro “Bourée” e potrete finalmente dire di capirci un tubo!

Onomastico: San Massimo Vescovo

Calendarea 2013, Orchextra

 

 

L’8 aprile 1975 Federico Fellini vince l’Oscar con “Amarcord”

Tra i titoli pensati da Federico Fellini e Tonino Guerra per “Amarcord” c’erano anche “Il borgo” e “Viva l’Italia”. Validi, sì, però accomunati da uno stesso vizio di forma: il troppo realismo avrebbe strozzato il suono delle parole.

Quell’ “io mi ricordo” li aveva convinti, invece, per un certo tono cabalistico. E, se ci pensiamo bene, in questo film la musicalità del titolo e le note di Nino Rota vengono prima delle immagini; le ammantano, letteralmente.

Quando nel 1974 “Amarcord” viene presentato nella grande mela, il “New York Times” descrive Fellini come un pifferaio al comando della nostra immaginazione.

Non avremmo potuto rappresentarlo meglio: le matite con cui il maestro annotava le sue idee sul taccuino lo stanno attendendo nello Studio 5 di Cinecittà, pronte per la seduta.

Onomastico: Sant’Amanzio

Calendarea 2009, Seatcom

 

 

Il 7 aprile è il World Health Day

La Giornata Mondiale della Salute si celebra in tutto il mondo il 7 aprile, a ricordo della fondazione dell’OMS avvenuta nel 1948.

Ogni anno ha un suo tema di riferimento e, scorrendo gli archivi, abbiamo trovato il cambiamento climatico, la copertura sanitaria universale, depressione, senilità e salute, nonché l’uso di antimicrobici per gli animali che interagiscono con l’uomo.

È un po’ una coincidenza, un po’ una constatazione amara notare che sono ripiombati, drammaticamente, tutti insieme.

Tra le spie di un’alterazione del nostro corpo, il termometro in quest’ultimo anno ha segnato i primi rintocchi delle nostre preoccupazioni. Cosa augurarci dunque? Che possa misurar presto solo l’ora di star bene.

Onomastico: San Giovanni Battista de la Salle

Calendarea 1995, Forma e funzione

 

 

Il 6 aprile 1896 si aprono i primi Giochi Olimpici dell’era moderna

I Giochi di Atene del 1896 nacquero grazie allo slancio del barone Pierre de Coubertin, che era solito rimproverare ai suoi connazionali francesi di sedersi “troppo spesso sul cervello”, a danni del fisico.

Credeva infatti che l’educazione non poteva dirsi completa senza lo sport, perché sarebbero così mancati slancio, resistenza fisica e spirito di squadra (anche di lotta, al bisogno).

Per ribadire il suo concetto pedagogico universale, proibì i primi Giochi Olimpici a tutti gli atleti professionisti. Proprio così. E ci andò di mezzo anche il nostro connazionale Carlo Airoldi che aveva raggiunto Atene a piedi passando dai Balcani. All’arrivo, però, la sua avventura finì ancor prima di iniziare: vietato iscriversi alla maratona, in Italia aveva ricevuto un premio in denaro per una gara di corsa.

Un elogio del dilettantismo a cui ci allineiamo senza indugi. Et voilà, il Partenone diventa subito amatoriale: il nostro “atto d’amore” per l’arte del disegno.

Onomastico: Santa Galla

Calendarea 2005, Inarea square (Atene)