Imaginarea Daily

Il 24 giugno 1888 nasce Gerrit Thomas Rietveld designer della sedia rossa e blu

C’è chi ha scritto che lo stile è la forma costante dell’arte di un individuo, di un gruppo, di un periodo. E Gerrit Thomas Rietveld è uno di quei pochissimi casi nella storia in cui lo tocchiamo con mano in tutti e tre.

Grazie alla sedia rosso/blu (1917-18), arriva alla Casa Schröder (1924); da lui a Mondrian, Theo van Doesburg e compagni; dal Neoplasticismo a un modo di targare non solo l’avanguardia olandese, ma buona parte di un periodo storico. Ricordate quando, nel 1965, Yves Saint Laurent disegna l’abito “Composition in yellow, red and blue”? La fonte diretta era un omonimo Mondrian, quella indiretta il “De Stijl” (e tutto il resto).

Nelle intenzioni dei suoi fondatori, “De Stijl” non doveva tradursi solo con “stile”, ma con “Lo Stile”. E sappiamo anche che, per scovarlo, non c’è radiografia più autentica che quella lasciata da un artista, un designer, un compositore, su un pezzo di carta.

Chiunque abbia in mente le grotte di Lascaux lo sa: l’origine del mondo è un disegno. E, se la proprietà transitiva non ci inganna, anche dello stile.

Onomastico: San Giovanni Battista

Calendarea 2009, Seatcom

 

 

Il 23 giugno 1905 l’aeroplano “Wright Flyer III”, costruito dai fratelli Wright, compie il primo storico volo

Il primo volo del “Wright Flyer”, nel 1903, si concluse in 12 secondi e, a dispetto delle apparenze, era già un buon risultato: l’aeroplano è stato il primo oggetto inventato dall’uomo capace di sollevarsi in aria, pur essendo molto più pesante di essa. Finalmente, nel 1905, arriva il “Wright Flyer III”, il primo aereo a strappare definitivamente il volo al comodato d’uso dell’utopia: riuscì infatti a tenersi a galla sulle nuvole per ben 39, titanici, minuti.

I due fratelli, tuttavia, erano un po’ restii a diffondere le loro invenzioni alla stampa: questo sia per non rubare tempo alla ricerca, sia per il timore che una fuga di notizie potesse far volatilizzare, piuttosto, il brevetto tanto auspicato. E così, la prima cronaca dei loro tentativi di volo non la troveremo negli archivi del New York Times, ma sul giornalino di un apicoltore dell’Ohio, che aveva fatto una transumanza di 175 miglia pur di essere il testimone oculare dell’impresa.

Proviamo a immaginare come sarebbe andata oggi: Amos I. Root, l’apicoltore, avrebbe girato un video che qualche minuto dopo avremmo ripescato nel mare magnum digitale e il Wright Flyer del XXI secolo avrebbe fatto il giro del mondo alla velocità della luce.

Onomastico: Santi Zaccaria e Elisabetta

Calendario Alenia, 2007

 

 

Il 22 giugno 1949 nasce Carlo Petrini fondatore di “Slow Food” 

Chiunque abbia visto il film “The Founder” ne ricorderà la battuta finale: i due fratelli McDonald, ormai spodestati anche dell’insegna, chiedono a Ray Kroc: “Avresti potuto copiare tutto, perché siamo arrivati a questo punto?” E lui risponde: “L’unica cosa che non potevo avere era il vostro nome”. Quel “McDonald” era tondo, corale e a stelle e strisce: conteneva, insomma, tutti gli attributi dell’America.

In maniera forse non troppo lontana, negli anni ’80 Carlo Petrini intuisce che la disputa sul cibo doveva essere nella stessa lingua del nemico. Del resto, di guerra si trattava e il piemontese si convince che questa non poteva rimanere “una questione privata” (com’è il titolo del romanzo di un altro cittadino onorario delle Langhe, Beppe Fenoglio).

Dal 1986 in poi, infatti, la parola Slow Food è diventata il naturale contraltare al cibo ‘fast’: ne soppesa le considerazioni di carattere economico e sociale; forse anche le calorie. I latini dicevano “festina lente”, e visualizzavano questo concetto dell’affrettarsi con lentezza attraverso una tartaruga o una chiocciola. Alla fine, come il lievito, facciamo tanti giri intorno al globo per tornare sempre alla nostra lingua madre.

Onomastico: San Paolino Vescovo

Calendarea 2000, Good Morning, Millennium!

 

 

Il 21 giugno è il solstizio d’estate 

Immaginiamo uno storico che ci osservi dal futuro: forse ci descriverebbe attraverso una piscina. E, studiando i dati, avrebbe i suoi buoni motivi.

Dal 3021, non potrebbe non notare che il quadro più pagato dai suoi antenati a un artista vivente aveva per soggetto una piscina: è “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” di David Hockney (venduto da Christie’s per 90 milioni di dollari).

Il nostro studioso, poi, volgerebbe lo sguardo ad altre fonti, come quelle letterarie. E anche lì, scorrendo gli archivi del Pulitzer, si accorgerebbe che quello del 1978 è stato vinto da John Cheever. Il suo racconto più noto, “Il nuotatore”, vede un uomo impegnato in una strana impresa: percorrere la sua contea di piscina in piscina, scavalcando siepi, staccionate e ville dei vicini. Il tutto sullo sfondo di una domenica d’estate americana: ci sembra di sentirlo, quel brusio di chiacchiere da piscina, mentre tirano su con la cannuccia l’ultimo sorso del cocktail.

Ma la storia è fatta di tempi non brevi, altrimenti, sarebbe cronaca. Per cui ora il nostro studioso si volge ai primi anni ’20 del Duemila: cosa nota dalle piattaforme social media, quelle che i suoi antenati tanto amavano? Una colonia di fenicotteri, cigni e gonfiabili. I dati gli dicono che l’algoritmo – e le vendite – nelle estati di quel periodo era tutto un selfie al cloro.

Oggi inizia un’altra estate. Pronti per il “Bigger Splash”?

Onomastico: San Luigi Gonzaga

Calendarea 1993, Seatcom

 

 

Il 20 giugno 1975 c’è la prima proiezione del film “Lo Squalo” 

Il prossimo 30 settembre, a Los Angeles, dovrebbe essere inaugurato l’Academy Museum di Renzo Piano: sarà un sacrario dei migliori oggetti, feticci e icone che l’industria cinematografica abbia mai prodotto da quando è nata.

E “Bruce the Shark”, proprio quello di Spielberg, sarà l’oggetto più grande della collezione, planando con la sua bocca aperta su una delle scale mobili dell’edificio. Strano modo per dire “welcome”. Ironia a parte, lo squalo ha riposato tanti anni sul fondo di una discarica, prima di esser recuperato per caso.

Così, anche noi abbiamo tirato i remi in barca su un particolare tipo di museo di storia naturale ‘contemporanea’: sulla nostra isola ecologica, il risultato è quello che ha tirato su l’ancora. Ne è uscito uno squalo sicuramente più minimalista di quello di Spielberg; ma, siamo sicuri, tagliente quanto basta.

Onomastico: Santa Giuliana

Calendarea 1993, Bestiario

 

 

Il 19 giugno 1992 c’è la prima del film “Batman. Il ritorno” di Tim Burton 

Anche l’America ha avuto le sue cattedrali gotiche e il loro scalpellino è stato Tim Burton, quando le ha scolpite nella sua Gotham City di celluloide.

Ma quello di Burton, semmai, è sempre un elegante pizzo nero. E Michael Keaton, Michelle Pfeiffer e Danny DeVito, i protagonisti della sua gavotta in tonalità minore: sono rispettivamente Batman, Cat Woman e il Pinguino.

“Batman. Il ritorno”, però, sarà l’ultimo film di Burton sull’uomo pipistrello. Della sulla fine parla lo stesso regista in un’intervista: “Pare che a McDonald’s e Burger King, che compravano le licenze commerciali, non fosse piaciuto il personaggio di Penguin. Facemmo una riunione e mi dissero: ‘Ma che cos’è quel liquame nero? Cosa fa uscire dalla bocca di Danny DeVito?’ Ed io ho risposto: ‘E voi nelle nostre, di bocche, che roba strana mettete?’”

Noi, al massimo, fiori eduli.

Onomastico: Santa Giuliana

Calendarea 2003,Green Please!

 

 

Il 18 giugno 1942 nasce Paul McCartney

“Paul is dead!” è stato un leitmotiv celebre almeno quanto “Yellow Submarine”, per un certo periodo.

9 novembre 1966: Paul McCartney è dato per morto in un incidente stradale. I Beatles, temendo una ricaduta a picco in termini di marketing, prima lo sostituiscono, poi ci ripensano, seminando qua e là frasi al contrario e anamorfosi. L’arrovellio di critici e fan sulle cover di “Sgt. Pepper” e di “Abbey Road” è tale da aver creato una nuova scienza: l’iconografia misterica del vinile.

La presunta morte del bassista dei Beatles è un po’ come quella delle foglie in autunno: un fenomeno solo apparente. I loro colori caldi, legnosi, evocano tutto, tranne il mortifero freddo. Il suono, al calpestio delle nostre scarpe nel parco, è il basso continuo dei 90 giorni e più tra ottobre e dicembre. Danno, insomma, il tono di fondo.

Colore, groove e struttura: più o meno quello che fa il basso elettrico in una band. Anche se qualcuno, spesso, lo definisce strumento “morto”…

P.S. il basso che dedichiamo a Paul McCartney è mancino, come forse alcuni di voi avranno notato. Siamo pur sempre i maniaci della precisione filologica.

Onomastico: San Gregorio Barbarigo

Calendarea 2003, Orchextra

 

 

Il 17 giugno 1888 nasce Alfonso Bialetti

La moka di Alfonso Bialetti fa il suo ingresso sul mercato nel 1933, rivoluzionando il buongiorno dell’Italia. Nella pubblicità si vantava infatti di fare l’espresso come al bar: tradotto, più colazioni in casa.

Il 1933 è anche l’anno in cui Hitler prende il potere in Germania e – nel ’38 – si reca in viaggio ufficiale in Italia. La mattina della parata ci è raccontata dalla telecamera di Ettore Scola, mentre risale i piani di un palazzo romano che sta ancora sbadigliando.

Questo incipit, più che quello di “Una giornata particolare”, ci sembra piuttosto quello di una mattina come tante: tra tende che tentano di accogliere il sole e portoni che si lasciano controvoglia il riposo alle spalle. Antonietta (Sofia Loren) sveglia il marito portandogli il caffè al letto: il tempo stringe, deve andare alla parata.

In quel piano sequenza c’è forse una delle ultime apparizioni della caffettiera napoletana; di lì in poi, sarà praticamente e solo moka. Quest’oggetto, ha fatto il giro del mondo fino ad arrivare alle collezioni del MoMA; ma ciò non toglie che ci sarà sempre una ‘giornata particolare’ che andrà in scena, ogni mattina, nella nostra cucina.

Abbiamo provato a ricordare uno dei tanti, possibili, ritratti del Made in Italy in un interno. È naturalmente solo un’imbastitura, poi ognuno segue il filo della propria sceneggiatura ma, su questo, abbiamo preferito non attaccare bottone.

Onomastici: Santi Biagio e Diogene

Calendarea 2003, On the button

 

 

Il 16 giugno 1984 è stato fondato il “Cirque du Soleil”

L’elettricità è quella proprietà fisica della materia che si manifesta con fenomeni di attrazione e repulsione tra i corpi. In estrema sintesi, quello che succede durante uno spettacolo del “Cirque du Soleil”, basta solo corredarlo del pacchetto di parole giuste: danzare, librarsi, saltimbanchi…

Ma dal 2020, quando è stato annunciato il tracollo, l’elettricità è venuta a mancare – improvvisamente – in molte delle città del mondo dove la compagnia aveva teatri stabili e tournée fisse.

Speriamo che il “Sole” possa riprendere il suo moto di rivoluzione intorno alla Terra: il “Cirque du Soleil” è stato il primo circo a rinunciare agli animali negli spettacoli. E questo rende la parola “rivoluzione” insostituibile e, mai come in questo contesto, scientificamente corretta.

Onomastici: Santi Giulitta e Quirico 

Calendario Electrabel (società elettrica belga), 2006

 

 

Il 15 giugno 1920 nasce Alberto Sordi

1954, un giovane ragazzone romano siede a tavola: ci prova, a mangiare latte e mostarda, ma sarà il piatto di pasta a vincere la battaglia. Sappiamo cosa disse Nando Mericoni-Sordi a quel ‘maccarone’ che aveva osato provocarlo… Ma non è solo la pasta ad attrarci; ogni tanto, lo fa anche la nostra lingua. Il merito di “Un americano a Roma” è stato l’aver messo in luce vizi e virtù degli italiani. E lo scolapasta di Nando, oggi, è capovolto proprio a illuminarne uno tra questi: l’esterofilia linguistica.

Strano, siamo gli stessi che, pochi anni dopo il film di Sordi (nel ’57), avevamo deciso che quel “Supermarket” sull’insegna di una nota catena della g.d.o. non ci piaceva. Sarà la “s” “lunga” a fare la differenza (e tutto grazie a un’insegna).

L’italiano è l’imbattuto campione di inglese maccheronico? Beh, la locuzione nasce in casa nostra e a pagarne il conto era il latino, tanto da spingere un monaco del ‘500 a scrivere le “Maccheronee”: un poemetto sui suoi usi ‘et’ abusi.

Caro Alberto, festeggiamo il tuo compleanno con questo pamphlet, pronto a esser srotolato agli amici anglofoni, quando ce ne sarà il bisogno. Saranno loro, allora, a dover rispondere con un “Orrait orrait!”, degno del tuo buon Nando.

Onomastico: San Vito Martire

Calendarea 2010, Thirty Light Years