Imaginarea Daily

4 Marzo: Quale la prossima mossa?

Quale la prossima mossa?

Nel 2007, un articolo apparso su La Stampa ci regalava l’immagine di una “mossa del cavallo” che, applicata agli allora rapporti Minsk/Mosca, lasciava già pochi dubbi su chi fosse lo stratega. Facebook esisteva da qualche anno (2004) eppure, come social, era ancora pavido verso i senior “media”.

Nel 1940, mentre i tedeschi invadevano Parigi, Marc Bloch si ferma a riflettere sulla storia. Sente il bisogno di “difenderla” e, per questo, vaglia tutto della sua materia; soppesa anche il ruolo delle  testimonianze che chiama “volontarie”, come, ad esempio, gli articoli di giornale. Materiale prezioso per lo storico, ma solo in apparenza: il loro interesse è più per quello che lasciano intendere che per ciò che dicono espressamente. E che cosa trapela dalle dieci, cento, mille testimonianze che, in questi giorni, ci colpiscono minuto per minuto? Frammentarietà ed emotività, decisamente a briglia sciolta. Forse il lettore (e lo storico di domani), avrebbero bisogno di un po’ di ecologia dell’informazione: un filtro per orientarsi nel buzz di questa galassia chiamata Meta.

Ecco pronta la sfida dei media su questa scacchiera, restituire cioè al cavallo / lettore la sua mossa più autentica: un libero (non a caso è a “L”) movimento di pensiero, in un perimetro certo. Pronti a disegnarlo?

Self communication Inarea, 2006

 

25 Febbraio: Vissi d’arte

Vissi d’arte

Difficile alimentare speranze quando, non tanto lontano da qui, la parola passa alle armi. Preferiamo però mantenere il nostro taglio: oggi, 25 febbraio 2022, ci prendiamo comunque una licenza poetica per ricordare che il Guggenheim di Bilbao ha avviato le feste per i 25 anni di occupazione felice del suolo della città basca.

Culmineranno ad ottobre, ma intanto il palinsesto è scaldato da una mostra di Jean Dubuffet (che aprirà proprio oggi), e un’altra che ci ricorda ciò che di meglio è successo in Europa tra le due guerre: Fauvismo, Cubismo, la “Scuola di Parigi” e il Surrealismo. Si potrebbe pensare al “nostro” Futurismo come grande escluso (anche se non mancano Modigliani e De Chirico). Eppure, è lo stesso edificio di Frank Gehry che rende omaggio a quelle forme uniche di continuità nello spazio di Umberto Boccioni, il più acuto ed europeo tra gli artisti italiani del movimento. La porta del Pantheon, per lui, si aprirà troppo presto, perché la Prima Guerra Mondiale recise una vita di soli 34 anni. Strana assonanza, in una settimana scandita da una parola che tutti vorremmo fosse afona.

Perché ci volgiamo, dunque, al compleanno del Guggenheim (e anche di Gehry, che tra tre giorni ne compirà 92)? Per ricordare l’importanza di tagli netti e di nutrimenti alternativi. Il museo ha significato entrambe le cose per l’economia di Bilbao. E vedere artisti europei sotto il suo stesso tetto (anche russi e ucraini), restituisce un’idea di Europa come nido sicuro; una piccola zona di conforto, nonostante tutto.

Calendarea 2006, Toolife

 

18 Febbraio: Cosa ti sei messo in testa?

Cosa ti sei messo in testa?

Questo cappello ha un nome e un cognome: ama particolarmente il millimetro, le notti insonni e gli eccitanti. Eppure, oggi, non sarà la giornata di Sherlock Holmes.

Gilbert Keith Chesterton: a qualcuno forse dice poco, per cui, a noi il compito delle presentazioni. È quasi contemporaneo di Conan Doyle, con cui condivide anche i natali di fine maggio; non ne è però il gemello, ma un alter ego. Il perché, si trova nei Racconti di Padre Brown, e già a partire dalle livree: se Holmes è, per standing, un pigmalione, il secondo si presenta volutamente come un prete, senza pretese. Eppure, è proprio così che Chesterton ci trae in inganno. Continuiamo nel percorso: mentre il gentlemen di Baker Street è il decano del ragionamento deduttivo, Padre Brown è, piuttosto, un campione del contropiede induttivo.

L’emozione: è proprio questa che mette all’angolo i criminali e che, si badi, per il chierico non hanno nulla a che fare con i ladri comuni. I più fini sono coloro che pensano troppo ed è lì che Brown trova il suo diletto; scava a fondo in cerca del petrolio, facendo però credere al suo interlocutore di usare solo paletta e secchiello da spiaggia.

Per chiudere, se Holmes riusciva a trovare il fallo nella trama millimetrica dell’ordito, Padre Brown cerca piuttosto un rammendo nascosto. Cosa ci siamo messi in testa oggi? Mai sottovalutare il ruolo delle emozioni, potrebbero rivoltarci come un calzino.

Calendarea 2022, Socksymbol

 

11 Febbraio: Programmi d’amore?

Porto Venere è un pertugio sul Mar Ligure bagnato non solo dalla dea dell’amore, ma anche dalla fatica del poeta Lord Byron, quando fece a nuoto il tratto di mare fino a Lerici.

In Inghilterra, Byron difendeva il Luddismo, quel movimento che distruggeva i telai appena sfornati dalla rivoluzione industriale: erano considerati una minaccia per il lavoro artigianale. Ora, la figlia che Byron non ha mai conosciuto, Ada Lovelace (1815-1852), è invece considerata la madre del linguaggio di programmazione. Il suo quid è stato capire che l’algoritmo poteva andare oltre i numeri, generando simboli, parole, persino note. Esso, però, non sarà mai immaginifico, notava Ada; per funzionare non potrà mai fare a meno della macchina umana.

Riassumendo, la figlia di un poeta crea un dispositivo che, per funzionare, avrà sempre bisogno di poesia. Ci sembra un bel modo di parlare d’amore, a tre giorni da San Valentino. Nel suo caso, può valere anche il women nomen: “love” e “lace”, amore e pizzo (ma anche laccio): avrà forse dovuto stringer bene quelli dei suoi guantoni, per fare il mestiere che amava? Non dimentichiamo che passò la sua breve vita come “fidanzata professionale” di molti matematici uomini.

Ah, oggi è la Giornata Internazionale delle Donne e Ragazze nella Scienza: un amore complicato solo dalla storia e da come ci è stata – a volte – tramandata.

Calendarea 2012, Glove Story

 

28 gennaio: il giorno dopo la memoria

Ieri è stato celebrato il Giorno della Memoria. E non è una buona ragione per dimenticare tutto, già da quello dopo. Questo è il limite del nostro tempo: accendere la sensibilità solo dopo l’accensione di un qualsiasi device e cambiare umore in funzione del palinsesto che ci viene offerto.

Ci piacerebbe raccontarvi le storie di ballerine sopravvissute all’Olocausto, oppure del compositore Olivier Messiaen che, a 32 anni, nel campo di Görlitz, scrisse ed eseguì il suo quartetto per la “fine del tempo”. Eppure, ci sarà un modo per non fare della memoria “una memoria”; un po’ come fanno quelle pietre d’inciampo, pronte ad esser calpestate, nostro malgrado, tutto l’anno.

Per questo, per ricordare, ci prendiamo una licenza molto poco poetica chiamando la memoria cerniera: un varco tra passato, presente e futuro, giusto per non essere un arrivederci misurato.

Onomastico: San Tommaso d’Aquino

Calendarea 2011, A step ahead

 

21 gennaio: una mostra a Firenze

Firenze è una città luminescente: ha consacrato un ponte agli ori e, anticamente, l’evento più atteso della  festa del patrono San Giovanni era l’ostensione dell’Altare d’Argento in Battistero, che era nascosto agli occhi tutti gli altri giorni dell’anno. Questo paramento, realizzato in oltre un secolo (1367-1483), ha dalla sua 200 chili d’argento e un numero quasi incalcolabile di nicchie e statue. È stato un lavoro a svariate mani: Antonio del Pollaiolo, Verrocchio (il maestro di Leonardo) e Michelozzo, tra gli altri.

Settecento metri più in là, a Palazzo Strozzi, c’è la lucentezza diversa, data da un materiale moderno. L’acciaio di Jeff Koons non ci chiede di osservarlo al riverbero di una candela, perdendoci tra i sentieri d’ombra di bulini e santi (pensiamo a come poteva guardare un fedele nel ‘400…). Nei suoi conigli, cani e veneri possiamo però specchiarci.

La levigatezza è il segno distintivo del nostro tempo. É quello che accomuna Jeff Koons, l’iPhone e la depilazione brasiliana; essa non ferisce, chiede solo un like”, scriveva nel 2019 il filosofo sudcoreano Byung-Chul Han. Può essere; tuttavia, l’artista l’ha tirata fuori dal cappello venti anni prima della creatura di Apple. E l’arte, può anche essere il sussurro del secondo tempo che ancora dobbiamo giocare.

A proposito, tanti auguri, Jeff Koons ora che ti affacci anche tu al tuo “terzo tempo” (ma non lo diremo a nessuno).

Onomastico: Sant’Agnese

Calendarea 2012, Glove Story

 

14 gennaio: Ritratti nel tempo

Nella prima stagione di The Crown, una giovanissima Elisabetta II viene redarguita dalla nonna per essersi mostrata traballante nella gestione di un affare di stato. Compito della monarchia è ispirare certezze granitiche e che nulla cambi, insomma.

Eppure, alcune tra le migliori donne della storia britannica hanno colonizzato tutto il “dopo” del mondo, sostituendolo a un prima che nessuno ricorda. Partiamo da Boudicca (“Vittoria”), la regina della rivolta contro i Romani nel 60 d.C. Oppure la prima Elisabetta, sgorgata illegittima per nascita, genere e religione; con lei è nato un “dopo” talmente netto da farsi chiamare tradizione. I suoi ritratti non la smentiscono: è la fiducia granitica nel singolo che scolpisce il ruolo.

Tra poco, la National Portrait Gallery accoglierà anche gli scatti dei 40 anni di una probabile futura regina, la duchessa di Cambridge. Una Kate Middleton all’Angelica de Il Gattopardo, come è stata definita, colei che nel romanzo apporta bellezza, dote e destrezza sociale. Il prossimo 6 febbraio, Elisabetta II festeggerà 70 anni di regno e, forse, Kate è la sua migliore erede: bella e prudente. Quello di Paolo Roversi ci sembra perciò un ritratto sincero, in questo momento. Quanto a Kate, il miglior augurio che possiamo farle è un futuro che tracci come un eyeliner il suo “dopo”; uno stacco netto.

Onomastico: San Felice di Nola

Calendarea 2018, Light Make Up

 

7 gennaio: Epifania ed Epifanie

Rovistando nel cassetto dell’etimologia, scopriamo che il termine Epifania ha un orlo nascosto, ed è la parola “manifestazione”. Nella tradizione cristiana occidentale, ieri i Magi hanno incensato il piccolo Gesù: sarà ricordata come la sua prima apparizione pubblica. I tre, come ci dice il Vangelo di Matteo, non si fideranno di Erode e le loro tracce si dissiperanno per altri sentieri. Sarà un gesto non privo di conseguenze: da una parte, ci sarà la strage degli innocenti, dall’altra la fuga in Egitto.

Domani, sarebbe stato il compleanno di David Bowie (tra 3 giorni l’anniversario della sua morte); nel libretto di uno dei suoi ultimi album (Heathen, 2002), l’artista lascia un cammeo della Strage degli Innocenti di Guido Reni (oggi conservata alla Pinacoteca di Bologna); dall’anno 0, passando per il Seicento, finendo dentro un vinile. Spostandoci non troppo lontano, agli Uffizi, in una tela dello stesso secolo vediamo la Sacra Famiglia che, mentre si riposa durante la fuga in Egitto, fa il bucato: sono tutti operosi, Giuseppe compreso (un altro cammeo del tempo).

Epifania dunque: manifestazioni alternative spuntano a sorpresa dove la laicità è di casa, o possono essere laicamente intese, anche dentro l’aureola di casa propria. Ci piace quest’apertura di significati: è briosa come una coppia di calzini spaiati.

Onomastico: San Raimondo

Calendarea 2022, Socksymbol

 

31 dicembre: San Silvestro

Come se fossimo catapultati nel castello di Hogwarts, immaginiamo di entrare in una stanza buia e, candelabro alla mano, illuminare una a una tutte le scene di questo anno. Forse per alcune ci meriteremmo un buffetto (lo schiaffo no, quello neanche a Bonifacio VIII). Ma per altre, non potremmo fare a meno di dedicarci una carezza. 

Ci saranno punti in cui non siamo arrivati e che, in questa stanza, rimarranno necessariamente bui. Forse nel 2022 riusciremo a farci ancora più luce, magari convocando più spesso il pensiero laterale: è un po’ quello che abbiamo tentato di fare con “Imaginarea Daily” in queste 365 lune.

Per cui, il guanto della sfida al 2022 è tratto. Per stasera, intanto, buona vigilia di Capodanno e buon fine anno!

Onomastico: San Silvestro I, Papa

Calendarea 2012, Glove Story

Il 30 dicembre 1865 nasce Rudyard Kipling

Ne “Il libro della giungla” Mowgli viene salvato dal serpente Kaa, che lo libera da una popolazione di scimmie, ipnotizzandole. Alcuni studiosi hanno messo in relazione la nostra paura ancestrale verso questo animale con quella dei primati, da cui non a caso discendiamo. Sta di fatto che il serpente ci ipnotizza da sempre: succede a Eva e così facevano anche quelli sulla testa della Medusa, un secondo prima di pietrificare i malcapitati…

A parte il fatto che due serpenti intrecciati sono diventati il simbolo di medici e farmacisti, “Il libro della giungla” è un raro caso in cui questo animale è presentato in un’accezione positiva: è un aiutante, magari sordo al primo richiamo, ma quando si attiva è un deposito di memoria. La sua funzione cambierà a partire dal cartone Disney: qui è un personaggio scialbo e un antagonista secondario (perché il primo è la tigre). 

A dispetto di queste cancellature, ci sentiamo di preferire la versione più aderente al romanzo. Anche lo zoo (iconografico o semantico) è bello perché è vario.

Onomastico: San Felice I, Papa

Calendarea 1996, Type of tape