Imaginarea Daily

Il 30 luglio 1818 nasce Emily Brontë 

Emily è la seconda delle sorelle Brontë: arriva dopo Charlotte (1816) e prima di Anne (1820). Crescono tutte in una canonica nello Yorkshire ed Emily sembra essere la più solitaria delle tre. Come ci racconta Charlotte, quest’ultima trova ristoro solo in brughiera, dove sa muoversi – pare – anche bendata. Durante le sue uscite, Emily porta a casa un falco di nome Hero e familiarizza con un mastino che chiama Keeper.

Abbiamo immaginato una terza mascotte, a evocazione di quelle “Cime tempestose” già scritte nel suo destino. Del resto, la prima parte di “Heathcliff” (il nome del protagonista maschile del romanzo), vuol dire proprio brughiera. La nostra mascotte non sarà certo elegantissima, come quella evocata da Muriel Barbery in un altro celebre bestseller, ma è pur sempre un ‘riccio’!

Onomastici: Santi Abdon e Sennen, Martiri

Calendarea 1999, Green Please!

 

 

Il 29 luglio 2004 l’Italia abolisce la leva obbligatoria

“Naja” è una parola gergale, di origine veneta, che indica prima razza e poi “genia”: allude al disprezzo per alcuni oneri del servizio militare, imposti dalle varie gerarchie.

Ci si pensa poco, ma la leva obbligatoria, nata nel 1861 con il Regno d’Italia, ha innescato i primi incontri ravvicinati del terzo tipo tra i perfetti sconosciuti di un Paese appena unito. L’italiano? Non pervenuto. Ma c’erano i dialetti – veraci – e dal loro incontro è nato un minestrone linguistico che ha del succulento. Uno studioso ha raccolto un glossario di espressioni rintracciate nel 1918 dentro le trincee della Prima Guerra Mondiale: qui il “capellone” era la recluta, mentre “far le scarpe” o “alzare i tacchi” sono espressioni che non hanno bisogno di esser tradotte.

Se il “mangiafirme” era il sottufficiale, la parola “mangiasego” si riferiva invece al soldato austriaco, per il largo uso di questo grasso animale nella cucina di Vienna e dintorni. E gli italiani, come riempivano lo stomaco sotto la leva? “Sbobbavano” a quanto pare, a indicare un cibo insipido e senza pretese. Che abbiamo cercato di rendere con questo scatolame che si avvia, a sua volta, verso la rottamazione.

Onomastico: Santa Marta

Calendarea 2002, Packing case of the year

 

 

Il 28 luglio 1943 nasce l’IKEA 

Ingvar Kamprad sognava di fare l’imprenditore già a 5 anni, quando comincia a vendere fiammiferi, cartoline di Natale e altre chincaglierie porta a porta. A 17, suo padre gli regala una piccola somma per ricompensarlo degli ottimi risultati scolastici. Nasce così l’IKEA, acronimo di Ingvar Kamprad, Elmtaryd (la fattoria di famiglia) e Agunnaryd (la parrocchia di zona).

Ingvar Kamprad trova il successo grazie a una sola formula magica: la sublime intraprendenza connessa alla scientifica spilorceria. La riduzione dei tempi di trasporto e di imballaggio si incastrò perfettamente al motto con cui accoglieva i visitatori nei suoi negozi: “Fai la tua parte e risparmi”, più preciso di una giuntura per mobili.

Sulla sua presunta parsimonia, le leggende spaziano a trecentosessanta gradi ma, con buona probabilità, la sua etica del risparmio ha cambiato l’angolo visuale di tutti noi rispetto alla stessa idea di abitare. Mettetevi comodi e pensateci.

Onomastico: Beato Urbano II, Papa

Calendarea 2009, Seatcom

 

 

Il 27 luglio 1940 la rivista “Billboard” pubblica la prima hit parade

Da quando lo streaming e le visualizzazioni continuano a dire alle vendite di farsi più in là, siamo decisamente più liquidi in fatto di musica. La tecnologia cambia, ma la classifica di “Billboard” resta, ed è un jukebox mai stufo di sfornare i tormentoni del momento.

Del resto, anche la musica si va sempre di più dematerializzando: se nel 1940 dominavano la classifica le orchestrine swing, oggi Billie Eilish ha bisogno di nient’altro che delle sfumature che solo l’elettronica (e l’elettricità) riescono a dare al suo sound.

In “Imagination”, il brano di Glenn Miller al secondo posto di quella prima hit parade, l’immaginazione è descritta come divertente, pazza e persino un po’ ‘sciocca’. Non sono forse le stesse parole che potremmo usare per descrivere il tormentone del momento, proprio quello che si è piazzato a tempo indeterminato nel nostro cervello? Con quelle parole, Miller aveva profetizzato ciò che, nella musica, forse sarà destinato a non liquefarsi mai. Come dire che, anche per scalare le classifiche dell’orecchio, non serve alcun ingrediente segreto.

Onomastico: San Pantaleone

Calendarea 2015, Food Year

 

 

Il 26 luglio 1903 Horatio Nelson Jackson è il primo uomo ad attraversare gli USA in automobile da San Francisco a New York 

Se nasci in un Paese grande come un continente, è naturale che la spinta ad attraversarlo sia nel tuo DNA. A patto che tu non sia un dilettante allo sbaraglio, come era (più o meno) Horatio Nelson Jackson.

Primo, la “carrozza senza cavalli” era stata inventata meno di venti anni prima: il che voleva dire che tutto il pacchetto di sospensioni, freni e rifornimenti, era un grande esperimento ambulante. Possiamo almeno immaginare che il suo protagonista fosse un esperto del mezzo: sbagliato. Nelson Jackson era un medico, ma almeno assoldò un giovane garzone meccanico, Sewall K. Crocker. Le strade? Decisamente non idonee, del resto l’automobile era qualcosa che gli americani non avevano quasi mai visto prima. In una lettera alla moglie Bertha, Nelson racconta che un giorno, persi, incontrarono una ragazza rossa in sella a un cavallo; le chiesero indicazioni e lei li fece arrivare a una fattoria isolata, abitata da una laconica famiglia che è lì ad accoglierli solo per dirgli che avevano sbagliato strada. Al ritorno, trovarono di nuovo la ragazza e le chiesero: “Perché ci hai mandato laggiù?” E lei rispose: “Volevo che Zampa, nonna e mio marito vi vedessero, non hanno mai visto un’automobile”.

Come ogni viaggio che si rispetti, non poteva mancare la mascotte: il cane Bud, salito a bordo on the road con i suoi occhialini da pilota, che noi abbiamo appena riposto nella custodia. I tre arriveranno a New York il 26 luglio 1903, dopo 64 giorni di viaggio, dimostrando a tutti che si poteva avere l’America in tasca.

Prima di Kerouac, qualcuno doveva pur farle le prove generali.

Onomastici: Santi Gioacchino e Anna

Calendarea 2007, Pocketales

 

 

Il 25 luglio nasce San Giacomo 

Nella “Vita Nova” Dante traccia il profilo del pellegrino di serie A e di serie B: poteva ritenersi della prima squadra solo chi affrontava il viaggio fino a Santiago di Compostela. Roma e Gerusalemme, insomma, erano robe da principianti. E la conchiglia raccolta sulle sponde della Galizia, era l’inconfutabile souvenir di un’impresa.

Del resto, Giacomo era stato il primo a superare i sentieri battuti: da morto il suo corpo esanime si era spinto fino alla finis terrae dell’Occidente per cercare sepoltura. Questo lo rese il patrono per eccellenza di chiunque si appresti a intraprendere un viaggio senza certezze.

Ma su di lui sono nate anche altre leggende: una di queste vuole che San Giacomo era solito accompagnare i vivi anche nel viaggio verso l’aldilà, in quel momento in cui l’anima, uscita dal corpo, vaga cercando la nuova meta. Negli anni Venti del ‘900, il dottor Duncan MacDougall, aveva provato a misurare questo peso in quel preciso momento. E nel 2003 Alejandro González Iñárritu ne ha fatto un film: “21 grammi” che è, appunto, il peso dell’anima.

Abbiamo provato anche noi a misurarci in un pellegrinaggio cosmico. E abbiamo immaginato di avere, come compagna di viaggio, una bella signora in abito da sera, con borsetta acconcia.

Onomastico: San Giacomo

Calendarea 2019, Shocking bags

 

 

Il 24 luglio 1949 Fausto Coppi vince il Tour de France

Quel giorno Fausto Coppi entra nella storia: non solo perché arriva primo davanti a una platea di ciclisti di mezza Europa; perché taglia il traguardo con 12 minuti di anticipo; perché batte il toscano più temuto (e non stiamo parlando di sigari).

Ma perché è il primo corridore nella storia a vincere Giro d’Italia e Tour de France nello stesso anno. Galeotto fu il ’49. Ma galeotto è stato anche quel famoso scambio di borraccia tra lui e il buon Gino di qualche giro dopo.

Non si è ancora risaliti a chi fece la prima mossa; quello che a noi interessa è, piuttosto, la proprietà osmotica. Per questo, in omaggio a quello scambio epico di liquidi, il minimo che possiamo fare è facilitarlo, travestendoci – al bisogno – da idraulico.

Onomastico: Santa Cristina

Calendarea 2014, Re:cycle

 

 

Il 23 luglio 1982 l’International Whaling Commission (IWC) decide di porre fine alla caccia alle balene 

Sembra che la prima versione di “Moby Dick” (1851) di Herman Melville sia stata corrotta da una serie di errori di copiatura e passaggi di mano. Il risultato è stato che il racconto più famoso a tema balena di tutti i tempi, sia stato – sin dall’inizio – un vero e proprio guazzabuglio editoriale.

La parola, anche quella scritta, pecca infatti di una cosa: è sempre interpretabile. Così, il Giappone, può decidere di interpretare ‘liberamente’ una deroga contenuta nel documento del 1982 che regolava la caccia alle balene: vietata per scopi commerciali, ma consentita per quelli scientifici. Un vizio di forma che è stato all’origine di anni di cacce non autorizzate e di richiami diplomatici all’impero del Sol Levante, mossi in primis dall’Australia.

Arriva però qualche elemento che ci fa capire quale delle due versioni fosse la più ‘aderente’ al vero: nel 2019 il Giappone abbandona la Commissione per la salvaguardia delle balene. Se le parole non sempre sono inequivocabili, i gesti, forse, lo fanno molto meglio. E hanno quella straordinaria capacità di riuscirci in un baleno. Riavvolgiamo il nastro!…

Onomastico: Santa Brigida

Calendarea 1996, Type of tape

 

 

Il 22 luglio 1933 Wiley Post diventa la prima persona a volare in solitaria intorno al globo

La lingua inglese ci ha regalato una parola straordinariamente evocativa. Questa è cutting-edge e Wiley Post è una di quelle persone che ha operato più di qualche taglio. Il primo è alle condizioni di volo: un pezzo di metallo fendente lo colpisce in viso nel 1926, facendogli perdere l’uso dell’occhio sinistro. Non ci hanno insegnato che il primo presupposto per esser piloti è una vista da falco? Wiley si era già spinto oltre il bordo.

Il secondo è il più noto: il volo in solitaria intorno al mondo in 7 giorni, 18 ore e 49 minuti. Il terzo, sono le tecnologie. Non soddisfatto di questi successi, Wiley voleva volare ad alta quota: ma per sollevarsi a 30.000 piedi da terra, c’era bisogno di una tuta pressurizzata che ancora non esisteva. Così, il primo ‘scafandro’ per il cielo è stato inventato per lui e per i suoi tentativi di volo.

Wiley perderà la vita a 36 anni, mentre era sulle montagne dell’Alaska, deciso ad arrivare in Siberia. Purtroppo, la precisione del taglio non sempre è chirurgica, ma ciò non toglie che le sue imprese siano state decisamente sharp-edged: tutte a spigoli vivi.

Onomastico: Santa Maria Maddalena

Calendarea 2001, Metalmorphosis

 

 

Il 21 luglio 1899 nasce Ernest Hemingway

“Il vecchio e il mare” è l’ultimo romanzo che scrive Hemingway prima di vincere il Premio Pulitzer e poi il Nobel, rispettivamente nel 1953 e nel ’54.

È un racconto amaro, che ha quel tono pruriginoso di quando inoculiamo, per sbaglio, l’acqua salata: Santiago è un vecchio pescatore e da 84 giorni le sue lenze tornano su vuote. Alla fine, dopo tre giorni di lotta, riesce ad agganciare un grande pesce marlin. Ma nel tragitto non aveva fatto i conti con un terzo incomodo, perché il pesce sarà mangiato dagli squali. Ne rimarrà solo la lisca, lo stesso quadro desolante della sua vita, dove tutto sembra scarnificato: l’età, le vecchie mani, ovvio, anche le speranze. Viva però è l’iride che, come ci dice Hemingway, conserva ancora il colore del mare. E anche il suo infallibile stoicismo, più resistente di un filo da pesca.

Ora, avviciniamoci a una culla, in una giornata di luglio del 1899; si dice che i bambini appena nati riescano a vedere a una distanza di 25 centimetri. Abbiamo così provato a disegnare il panorama visivo dei primi giorni del piccolo Ernest: una “Festa Mobile” (come titola la sua autobiografia) che avrà sicuramente lanciato un qualche amo alla sua immaginazione.

Onomastico: San Lorenzo da Brindisi

Calendarea 2016, Renaissance