Imaginarea Daily

Il 9 agosto 1929 il dirigibile tedesco LZ-127 Graf Zeppelin inizia il giro del mondo

Qualcuno, nel secolo scorso, non stava certo boccheggiando, ad agosto: si tratta di Lady Grace Drummond-Hay, l’unica donna ammessa in un equipaggio di 60 uomini sul dirigibile LZ-127 Graf Zeppelin.

Lady Grace era una giornalista della “Hearst” ed era lì anche per fare onore all’eleganza del mezzo: gli interni del Graf erano infatti come quelli di una nave di lusso. E, il tempo, era stato progettato per esser scandito da conversazioni da salotto, piume e smoking. Ma nessuno aveva fatto i conti con il fatto che quella nave dell’aria doveva pur attraversarla la Siberia. In quell’agosto, Lady Grace aveva immaginato se stessa “graziosamente drappeggiata” mentre guardava il cielo dalla finestra. Invece si dovette accontentare di abiti pesanti, di una zuppa calda e di uno stufato, che le sembrarono più “graditi del caviale”.

Ma c’è sempre un premio di consolazione: con quel suo tono argenteo, il dirigibile Zeppelin faceva certo competizione alla luna. Lady Grace, insomma, aveva l’onore di sedere su una terrazza privilegiata sulle stelle: cosa augurarsi di meglio se la notte di San Lorenzo è alle porte?

Onomastico: Santa Teresa Benedetta della Croce

Calendario Alenia, 2007 

 

 

L’8 agosto 1786 c’è la prima ascesa al Monte Bianco 

Quando pronunciamo la parola ‘paio’ stiamo dicendo che non può darsi un ‘uno’, senza il suo ‘altro’. E il primo del paio che si mosse alla conquista del Monte Bianco era un cercatore di cristalli che si chiamava Jacques Balmat (poi rinominato “Mont Blanc”). Per capire bene quello di cui stiamo parlando, dobbiamo immaginare la vetta più alta d’Europa come un pezzo di granito gigante e un po’ misantropo; ma se i minerali sono il tuo mestiere, ecco che questo può risultare, paradossalmente, il tuo paradiso terrestre.

Se invece sei un botanico, come Michel Gabriel Paccard (il secondo elemento di questo paio), devi invece piegare la schiena in basso; si sa, l’alta quota è sempre improvvida per la flora. Che non stesse cercando la “Saussurea alpina”? È questo un piccolo, rarissimo cardo viola, così chiamato in onore di Horace-Bénédict De Saussure, il geologo svizzero che finanziò l’impresa, promettendo (sembra) un premio in denaro a questo paio.

Chissà che i prossimi botanici, in future spedizioni sul ghiaccio, dovranno cercare loro malgrado specie più vicine ai cactus: una questione spinosa che sarebbe – forse – il caso di affrontare.

Onomastico: San Domenico di Guzmán

Calendarea 2021, Me Tool 

 

 

Il 7 agosto 1974 Philippe Petit cammina su un cavo d’acciaio teso tra le cime delle Twin Towers di New York

Philippe Petit concepisce l’idea di attraversare le Twin Towers molto prima di vederle ultimate. Per una mirabilissima simmetria, quei 45 minuti sono riusciti a resistere a tutto il fuoco funesto che è venuto dopo: li ritroviamo nelle fotografie aeree, nelle pagine di sceneggiature cinematografiche (l’ultima, “The Walk”, del 2015), in un’autobiografia. Buffa tenuta per un’impresa che nasce appesa a un filo.

Ma partiamo dal principio, perché questa è una storia che ha a che fare con più di un travestimento. Petit si presenta a New York come corrispondente di una rivista di design francese e inizia a fare i suoi sopralluoghi in incognito, aiutato da alcuni ‘insider’ del posto. Ma più che da architetto, studia con la perizia di un ingegnere: si tratta di balistica, di equilibrio, di forze capaci di spingere quel filo da un capo all’altro delle Gemelle e tenerlo fermo.

E arriviamo a quel 7 agosto. Anche New York può esser silenziosa, alle 7 del mattino, se ti trovi a 411 metri da terra. Da lassù, l’unico traffico da gestire era quello del sistema nervoso di Petit: il baricentro dinamitardo di un’impresa ad alta tensione.

Onomastico: San Gaetano Thiene

Calendario Electrabel (società elettrica belga), 2006

 

 

Il 6 agosto 1932 inizia la prima “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia”

“Un viavai pittoresco delle toilettes più squisite”: così “La Gazzetta di Venezia” racconta il gran ballo che ci fu all’Excelsior la sera del 6 agosto 1932, subito dopo la proiezione dei film.

Ma nei giorni del Festival, la paglietta del gondoliere non è l’unica padrona di casa, a Venezia.
Negli stessi anni in cui nasce la rassegna, un altro mito è già molto maturo: stiamo parlando del cappello Borsalino. Da Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in “Casablanca”, fino a Totò ne “I soliti ignoti”, la cerniera del cinema è sempre quella che abita la testa. Ed era di casa nella fabbrica di Alessandria già da molto tempo: nel 1912, la Borsalino promosse il cappello “Fedora” con un piccolo film muto (si badi, erano i veri esordi della celluloide). Arriviamo al 1970, quando “Borsalino” sarà il titolo di un film di Jacques Deray.

In questo intervallo di tempo, quel cappello era diventato il culto di costumisti, attori, registi e produttori: è uno di quei pochi oggetti di cinema (e di stile) che riesce a mescolare ciò che è al di qua e al di là della macchina da presa.

Per questo, in quella sera di agosto e nelle tante che verranno, non ci si stupisce al veder così tanti “Panama” su quella passerella del Lido…

Onomastico: Sant’Ormisda, Papa

Calendarea 2017, Chapeau!

 

 

Il 5 agosto 1905 in Francia c’è la prima riunione di campeggiatori en plein air 

In realtà questa è una di quelle ricorrenze parecchio sfumate, perché non ci sono notizie certe. Possiamo solo immaginare, dunque, un gruppetto di inizio secolo che si ritrova con l’aria ilare: dove si incontrarono la prima volta? E la torcia, sarà entrata insieme al barbecue? Alla fine, si sa, ogni caravan è sempre una dittatura della promiscuità.

Per l’Enciclopedia Britannica, questo modo di fare vacanze non nasce in Francia, ma in America tre anni dopo, quando un campeggiatore scrisse il primo manuale per le giovani marmotte che verranno.

Ma vogliamo ricordare i francesi per un viaggiatore che i cugini d’America non avranno mai: si tratta di Raymond Roussel, uno scrittore di inizio Novecento (considerato dai Surrealisti un padre spirituale), che viaggiò tutta la vita dentro un caravan lussuosissimo, quello che si confaceva a un intellettuale bohémien, rivale in amore di Proust. Che si trovasse in Egitto, Tahiti o a Palermo, Roussel non usciva mai dalla sua roulotte: girava il mondo, ma lo scrutava dalle tendine della sua tana accessoriata (che, sembra, fu persino oggetto dello stupore di Mussolini e del papa quando venne a Roma).

Roussel se ne stava lì forse perché quello di cui aveva bisogno, indipendentemente dal luogo, era solo la sua immaginazione: la cassetta degli attrezzi di ogni scrittore.

Onomastico: Sant’Osvaldo

Calendarea 2020, Traveltelling

 

 

Il 4 agosto 1901 nasce Louis Armstrong 

Se un dettaglio, spesso, informa tutto il resto, di Louis Armstrong dice molto già il fatto di esser stato il primo cittadino di colore negli Stati Uniti a condurre un programma radiofonico.

Tendiamo spesso ad attribuire una divinità ai personaggi di questa caratura e, se dovessimo sceglierne una anche per Armstrong, allora questa sarebbe sicuramente il dio Giano. Questi, era il nume romano rappresentato sempre bifronte e per questo inscindibile: come lo è l’esergo di una moneta, come lo è l’Armstrong trombettista e cantante.

Quel Dio, Giano, era anche quello dei ‘prima’. Non per gerarchia, ma per ordine di tempo: a lui si offrivano i primi sacrifici stagionali, da lui prendeva il nome il primo mese dell’anno. Era festeggiato a metà agosto, lo stesso mese che poi sarà anche quello di Armstrong. Lui, che amava così tanto gli anticipi musicali, aveva spostato a un ‘prima’ addirittura la sua nascita: sostenne infatti per tantissimo tempo di esser venuto alla luce il 4 luglio 1900, un anno e un mese prima del vero (la geografia no, quella è rimasta sempre New Orleans).

Ma soprattutto, da dio degli inizi, non si dà un ‘prima’ nel jazz, senza Armstrong.

Onomastico: San Giovanni Maria Vianney

Calendarea 2018, Light Make Up

 

 

Il 3 agosto 1925 nasce il giornalista Mario Pirani 

Tre vite in una, condensate in un’autobiografia bellissima già nel titolo “Poteva andare peggio”: l’impegno politico, che segna gli esordi, e che si chiude nel ’56, dopo l’invasione dell’Ungheria; poi la stagione all’Eni di Mattei, con i grandi temi internazionali dell’epoca, a partire dall’indipendenza dei paesi del Nord Africa; infine, la lunga stagione da giornalista.

Tra i fondatori di “La Repubblica”, nel ’79 accetta la direzione de “L’Europeo”, un settimanale ‘maschile’ che fa scrivere a un’agguerrita redazione di donne, potendo contare anche su una firma femminile e straordinaria come quella di Oriana Fallaci. Intransigente, autentico e ironico, ogni suo scritto arrivava al lettore leggero ed elegante, ma nascondeva una realtà, fatta di sofferenza e di tormento perché le affermazioni dovevano essere sempre precise e documentate. E, in tema di sofferenza, la sua ultima battaglia di civiltà è quella che ha dato vita alla Legge 38 del 2010: ”Cure palliative e terapia del dolore”, che ha aiutato tante persone malate, grazie all’impiego dei cosiddetti analgesici maggiori.

Servirebbe uno spazio più ampio per contenere il filo dei ricordi, ma dobbiamo restare un po’ abbottonati e così cerchiamo di rendere comunque omaggio a una delle penne più eleganti del giornalismo italiano.

Onomastico: Santa Lidia

Calendarea 2003, On the button

 

 

Il 2 agosto 1942 nasce Isabel Allende

In “Afrodita. Racconti, ricette e altri afrodisiaci” (1997) Isabel Allende si diverte a lanciare lenze ai sensi, con un tocco di riguardo per le papille gustative. Così, ci regala un bel decalogo per la preparazione del “Tacchino dell’harem” o del “Consommé reale”, che è “l’ideale per amanti impazienti”, chiosa l’autrice.

Ci direte che è facile, giocare con il sensuale, quando siamo al cospetto della triade di cibo, eros e humor. Ma come ritorniamo avvolti nel latte di cocco quando davanti a noi c’è, ad esempio, un oggetto come questo? Arnese pratico, nemico giurato dell’emotivo e neanche bello; una giornata tipo è fatta, ahinoi, anche di tutto questo.

Eppure, Isabel Allende ci ha abituati a condire le ore presentandoci creature che, ad esempio, hanno la pelle di porcellana, i capelli verdi e gli occhi gialli; ma respirano e si muovono tranquillamente in mezzo a noi. Ancora, “La casa degli spiriti” (1982), può essere abitata anche da sedie che ballano o da uno Chopin suonato da un pianoforte chiuso.

Quindi, la prossima volta che vi sembrerà di scorgere uno scopetto da cucina avanzare sul lavandino, non preoccupatevi; evidentemente, anche nella vostra casa è entrato un tocco di “realismo magico”.

Onomastico: Sant’Eusebio

Calendarea 2006, Toolife

 

 

Il 1 agosto 1999 sono inaugurate le Petronas Towers

Si dice che Venezia sia nata da un fittissimo sistema di palafitte e di travi in legno che, nel tempo, si sono sedimentate con l’acqua salmastra. Allo stesso modo, le Petronas Towers di Kuala Lumpur si ergono su una foresta di pali in calcestruzzo che scendono fino a 120 metri sottoterra.

I sorpassi in altezze, in architettura, non fanno più notizia. Inflazionato il cielo, architetti come César Pelli hanno cominciato a costruire memorie per il sottosuolo (pur non rinunciando alla corsa sopra il livello del mare). Infatti, le Petronas Towers hanno la più imponente struttura fondante mai vista in architettura.

Il loro aspetto è intriso di minareti, di geometria araba e anche di picchi gotici. Eppure, non dobbiamo dimenticare che sono la sede della compagnia petrolifera della Malaysia: per cui, forse, il Dio a cui anelano quelle ‘guglie’ sottoterra non è proprio quello del cielo…

Onomastico: San Pietro Favre

Vertical Masters, linea di prodotti progettati per Vittorio Martini, 2016

 

 

Il 31 luglio è il compleanno di Harry Potter e di J. K. Rowling 

La vita di Harry Potter prima del 31 luglio 1991 è espressa da una metafora del primo libro della saga: somigliava ai pezzi di pelle di un vecchio elefante, grigi e sbrindellati. Questa era la divisa scolastica che i due zii affidatari avevano preparato per lui, per affrontare l’ennesimo anno incolore. Ma non avevano fatto i conti con quel famoso compleanno…

Questo giorno è annunciato prima da una valanga di lettere che cadono dal cielo (e che hanno un indirizzo preciso, il ripostiglio del sottoscala dove dormiva Harry); poi, alla sera, arriva Rubeus Hagrid, un gigante che omaggia il ragazzo con il primo regalo di compleanno che abbia mai ricevuto: Edvige, una civetta fedele e intelligentissima. Ma c’è di più; il vero regalo di Hagrid a quel maghetto che ancora non sa di esserlo, è accompagnarlo nel suo nuovo mondo, senza allontanarsi troppo da Londra. Era infatti tutto lì, dietro l’angolo, bastava solo svoltare quello magico (e per questo sconosciuto ai ‘babbani’) e scorgere l’ingresso esatto del binario 9 e ¾ della stazione di King’s Cross: l’unico da dove partono i treni per la scuola di magia.

In fondo, qual è il miglior regalo di compleanno che possiamo mai augurarci? Uno stile di vita che calzi come un guanto, che è quello che succederà a Harry di lì in poi. Basta solo saper aprire le botole giuste.

Onomastico: Sant’Ignazio di Loyola

Calendarea 2012, Glove Story