Imaginarea Daily

L’8 settembre 1926 nasce Sergio Pininfarina 

I manichini di Giorgio De Chirico erano senza occhi perché non dovevano vivere nessun tempo. La qual cosa, può essere una grande sfida se ci si trova a immaginare il design di un prodotto che, come l’automobile, può soffrire molto più di altri il mutare del mercato, della tecnologia, o delle mode. Ecco, Sergio Pininfarina è stato uno di quei protagonisti che è riuscito a sventare l’impronta del tempo, pur avendo tra le mani un oggetto così ‘rischioso’, da questo punto di vista.

È stato un sarto che ha creato un design senza tempo, ispirato alle proporzioni del corpo umano. Le sue automobili, sono vere e proprie forme scultoree, con linee sinuose e avveniristiche, rigorose e sempre eleganti.

Ecco perché, pensando a lui, ci appare davanti agli occhi un manichino unito idealmente a quattro pneumatici. Per battere qualsiasi tipo di tempo. E che sia in velocità, o in stile, non importa.

Onomastico: San Sergio I, Papa

“Manifesto alla Carriera. Omaggio della grafica italiana ai Maestri del Compasso d’Oro”, ADI – Design Museum, 2021

 

 

Il 7 settembre 1880 è presentato il brevetto del tiro a piattello 

In inglese, il tiro a piattello ha un nome che, oggi, sembra lontanissimo dalla sua traduzione letterale: si tratta di “clay pigeon”. Eppure, una connessione c’è, perché quei piccioni d’argilla sostituirono gli uccelli veri nell’antica disciplina del tiro a volo. Il brevetto di George Ligowsky si inserisce in questo contesto, ed è l’effetto delle primissime proteste animaliste; diventerà uno sport, ma anche il fulcro di luna park e paesi dei balocchi.

In “Boccaccio ’70”, vediamo Sofia Loren proporsi come trofeo del tiro al bersaglio; peccato, però, che il fortunato vincitore fosse un sagrestano. Azzardi a parte, nel passato il premio non era il peluche che conosciamo e, a finire in trappola, non era solo la povera anatra. Negli anni ’30-’40, quando si centrava il bersaglio, partiva uno scatto e al vincitore veniva consegnato un ritratto fotografico. Per non perdere quell’imperdibile occasione di portare a casa un ricordo, tutti gli amici cercavano di ritagliarsi un angolo di viso intorno alla concentrazione del tiratore.

Ah, i tempi in cui un selfie andava ‘guadagnato’…

Onomastico: Santa Regina

Calendarea 2002, Packing case of the year

 

 

Il 6 settembre 1943, con il “Manifesto di Harvard”, Churchill spiega come Gran Bretagna e Stati Uniti avrebbero dominato i popoli per via linguistica

“Gli imperi del futuro, sono imperi della mente” perché la dominazione del mondo per via linguistica offre “guadagni ben migliori che portare via le terre o le province agli altri popoli, o schiacciarli con lo sfruttamento”. Così Winston Churchill esordisce nel “Manifesto di Harvard”: ma non sarà un ‘nemo propheta’ in quella che, grazie alla comunione linguistica, riconosceva come una seconda patria.

Ecco come nasce la lingua franca, quella che ancora oggi usiamo per far presto, o quando abbiamo bisogno di quella sintesi che non troviamo tra le lingue romanze. Recentemente, il Guardian è venuto in possesso di una ‘carta secreta’ circolata a Bruxelles, secondo cui l’Europa Unita vorrebbe ridurre la “sproporzionata” presenza inglese nelle reti televisive del continente; sembra sia una minaccia per la diversità culturale. In realtà, il Regno Unito è il più grande produttore europeo di film e programmi televisivi, con 1,4 miliardi di sterline ricavate dalla vendita di diritti internazionali.

Chissà se, in soccorso dell’Union Jack, arriverà l’aquila a stelle e strisce dall’altra parte dell’oceano. Alla fine, con quel discorso del 1943, Winston Churchill aveva firmato in stilografica il secondo “Patto d’acciaio” di quel conflitto bellico; seppur celato, dalla mollezza del linguaggio.

Onomastico: San Zaccaria

Calendarea 2008, ZOO8

 

 

Il 5 settembre 1698 lo Zar Pietro I di Russia impone una tassa sulle barbe

“La barba è un peso superfluo”: così recitava il gettone motivazionale che veniva consegnato a chiunque si fosse messo in pari con la tassa sulle barbe.

Il motivo? Presto fatto, bisognava occidentalizzare il popolo delle steppe. Un cirillico profilo, ma a mento liscio, avrebbe trasmesso un’idea di freschezza degna dei migliori salotti europei; ed era a questi che lo Zar – speranzoso – anelava. Esentasse erano monaci e contadini, per tutti gli altri, o il taglio o il dazio. L’imposta sarà abolita solo nel 1772, e meno male, perché, di lì a poco, sarebbe stata irrimediabilmente compromessa una questione di identità nazionale.

Provate a figurarvi Dostoevskij, Čechov e soprattutto il buon vecchio Tolstoj senza barba. Sarebbe come pensare a Oscar Wilde vestito male (tanto per citare uno che sarebbe sicuramente entrato nelle grazie di Pietro il Grande).

Davvero impossibile recidere una certa idea di immagine letteraria. Perciò, diamo un taglio alla questione, in barba alla tassa.

Onomastico: Santa Madre Teresa di Calcutta

Calendarea 2021, Me Tool

 

 

Il 4 settembre 1882 Edison inaugura a New York la prima rete d’illuminazione elettrica al mondo

Thomas Edison ha alzato per sempre l’asticella di chi ambisce a fare il mestiere di inventore: come può definirsi tale chiunque non abbia presentato almeno 1500 brevetti? Uno di questi è quello del 4 settembre 1882, il primo sistema di distribuzione dell’energia elettrica, per 59 fortunati utenti di Manhattan.

Chissà se Georges Simenon, qualche anno dopo, avrebbe potuto scrivere il suo “Tre camere a Manhattan” senza i volt addomesticati di Edison: questo romanzo, infatti, è tutto alla luce dei bar di New York, o dei paralumi delle ‘tre camere’ dei suoi protagonisti. Edison è stato, infatti, un demiurgo utilissimo per il secolo successivo e anche per il nostro: ha spento il lume di candela alla Georges de La Tour e ci ha regalato nuove sfumature, di case e di abat-jour.

Che poi, il baluginio della luce prende il colore che ognuno vuole: dipende dalla casa, dalla compagnia, dal nostro stato d’animo. Non a caso, il nostro paralume è fatto di talloncini Pantone.

Onomastico: Santa Rosalia

Calendarea 2010, Thirty Light Years

 

 

Il 3 settembre 1950 Nino Farina vince il primo campionato mondiale di Formula 1 

Quella tra Nino e l’“Alfetta” è stata la storia di un successo. Il futuro campione era stato infatti allevato nella carrozzeria più chic che il pianeta abbia mai conosciuto: suo zio, era quel “Pinin” che diede vita alla Pininfarina. Come poteva, Nino, abbracciare la toga e appendere al chiodo il casco da pilota? Dopo la laurea in legge (veniva chiamato infatti il “Dottor Farina”), decide di dedicarsi solo alle corse. Ma dell’“ars oratoria” di ciceroniana memoria era rimasto qualcosa, ed era senza dubbio l’“actio”: in ogni sua performance, non c’era nulla che non avesse un qualche accento di spavalderia puntuta, o di estremo. Come ricorda Enzo Ferrari, le sue pazzie in zona traguardo gli valsero “un abbonamento alle corsie dell’ospedale”, ma anche il titolo di primo campione del mondo di Formula 1.

Siamo al Gran Premio di Monza, in una domenica di settembre del 1950: tutta la scuderia è in piedi al suo ennesimo guizzo. Sarà per questo che il “biscione” dell’Alfa pare elevarsi al rango di cobra?

Onomastico: San Gregorio Magno

Calendarea 2006, Toolife

 

 

Il 2 settembre 1931 c’è il debutto radio da solista di Bing Crosby

Mancano 114 giorni a Natale. E questo non per dirvi di aspettarvi di vedere i panettoni spuntare, come funghi, tra i meloni (cosa peraltro plausibile, il marketing natalizio, ormai, è più in anticipo dei treni giapponesi).

Oggi come novanta anni fa, Bing Crosby faceva il suo debutto alla radio. La stessa persona che, nel 1942, sfornerà “White Christmas” che, con i suoi 50 milioni di copie, è ancora il singolo più venduto nel mondo, parola di Guinness World Record.

Insomma, il tormentone estivo è ancora spiaggiato nelle nostre orecchie e qui si sta già imbastendo la playlist natalizia. Va bene l’anticipo, ma qui si stanno tirando le fila un po’ troppo velocemente…

Onomastico: San Zenone

Calendarea 2003, On the button 

 

 

Il 1 settembre 1923 nasce Rocky Marciano

Genitori italiani emigranti e un talento per il pugilato scoperto durante una rissa, per caso. Rocco Marcheggiano, in realtà, sognava di diventare una stella del baseball, ma il tiro destro non era abbastanza. Così, mentre prestava servizio nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, capì qual era la sua attitudine vincente. Cessate le armi, dal ’52 al ’56 “the Brockton Blockbuster” sarà il campione mondiale dei pesi massimi, vincendo 49 incontri consecutivi, 43 dei quali per ko. Si ritirerà dalla boxe a 33 anni, quando capisce di aver dato tutto.

Muhammad Ali visualizzava la sua tecnica con questa immagine: “fluttuare come una farfalla, pungere come un’ape”. Per Rocky Marciano, ci sembra funzionare meglio lo scorpione. Il suo destro non era solo un artiglio micidiale, ma anche un terrificante (pare) colpo di coda.

Onomastico: Sant’Egidio

Calendarea 2012, Glove Story

 

 

31 agosto: Caraibi & Calypso (?) 

Immaginiamo una steel band intonare una musica condita da fiati e maracas, come può essere “Banana Boat Song” di Harry Belafonte. Ora, ci mettiamo vicino anche un cocktail, magari un Manhattan pizzicato d’angostura. Siamo ai Caraibi, a Trinidad e Tobago, le isole che hanno dato i natali a questi ingredienti che abbiamo citato: la musica calypso e l’amaro Angostura.

Proprio oggi, il 31 agosto del 1962, per Trinidad e Tobago iniziava la libertà dopo quasi mezzo millennio di dominazioni straniere (pare siano state scoperte da Cristoforo Colombo e l’ultima è stata quella della Gran Bretagna).

Al contrario, in queste ore, è la nostra libertà ‘vacanziera’ ad avere i minuti contati (se non è già successo). Fine dell’estate, tempo di rimettere tutto in borsa. Basteranno un po’ di Antille a ripescare i sapori di qualche settimana fa?

Onomastici: Santi Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo

Calendarea 2019, Shocking bags

 

 

Il 30 agosto 1958 nasce Anna Politkovskaja, giornalista russa

La vita di Anna Politkovskaja inizia a New York il 30 agosto 1958, quando viene alla luce da una coppia di diplomatici russi; si fermerà a Mosca, in una giornata di ottobre del 2006.

Nel mezzo, molti reportage e, soprattutto, tanta umanità: questo è il tocco con cui Anna si accostava alle circostanze drammatiche, come quelle della guerra in Cecenia, riportate sempre con puntualità sulla “Novaja Gazeta”. La conferma di questo approccio empatico arriva quando, nel 2002 e poi nel 2004, è chiamata dai terroristi ceceni a mediare con il governo russo, prima durante l’occupazione del teatro Dubrovka e, poi, della scuola di Beslan. Niente sarà a lieto fine, ma questa è un’altra storia.

Dal 2009, a Ferrara, “Internazionale” organizza un premio giornalistico in memoria di Anna Politkovskaja. Cade spesso in una giornata di ottobre, come quella lì del 2006 che l’ha vista andare via. Siamo nella città delle biciclette e la metafora per i candidati al premio è chiara: ogni successo è frutto di una dura pedalata, spesso in solitaria.

Onomastico: San Pammachio

Calendarea 2020, Traveltelling