Il 16 dicembre 1937: fuga da Alcatraz 

Dicembre 16, 2021

Questa fuga è avvenuta prima di quella del 1962 resa famosa dal film di Clint Eastwood. Ma vicende ed esiti sono molto simili: lime e oggetti appuntiti per bucare la fortezza, vecchi pneumatici come zattere, nessuna notizia dei fuggitivi: persi o sopravvissuti tra i banchi di nebbia di San Francisco.

Un banco, però, è anche una forma di aggregazione animale, che non ha altro scopo se non la sopravvivenza. Non c’è alcuna relazione tra i pesci che decidono di regalarci le loro giravolte alla “Cirque du Soleil” in mare: solo un freddissimo e studiato tentativo di abbagliare il predatore. Nel banco non c’è un capo e i rapporti di sudditanza non sono di casa. È un po’ la stessa relazione che ha legato i cinque detenuti che sono riusciti a scavalcare la prigione.

Che dire invece del branco? Stessa moltitudine, una consonante in più, eppure tutto cambia. Il branco segue la corrente, il banco fa la corrente. Se il primo è cieco, il secondo ci vede benissimo, ed è fuggito da Alcatraz. Il diavolo, come sempre, è tagliente ed è nei dettagli (compresi quelli ittici).

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